NOI, SI FA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

E ne vado proprio fiera!
Vista la poca civiltà della gente, il comune ha deciso per tutti.
via i cassonetti.
raccolta porta a porta.
Bello!
E tutto è pure organizzato alla perfezione.

Lunedì umido
Martedì multimateriale
Mercoledì umido
Giovedì carta e non-riciclabile
Venerdì multimateriale
Sabato umido

La sera metti fuori il bidoncino giusto e la mattina lo ritiri, una figata.

Inizialmente non è stato facile… l’ abitudine a fare di tutto un mucchio ci aveva sopraffatto, poi però con caparbietà e costanza abbiamo preso il ritmo giusto e ora tutto vien da se.

Ricordo ancora con nitidezza quella sera di febbraio… Accogliemmo i bidoncini come fossero di famiglia…
In tutto erano quattro, uno piccolino e tre già cresciutelli.
Con il piccolino arancione non avemmo alcuna titubanza…
Ora, diamo a Cesare quello che è di cesare… pure lui fu estremamente accomodante, e subito dimostrò in poco tempo come il sotto-lavello della cucina fosse diventato il suo luogo ameno.
Con i grandi è stato un pò più faticoso, ma alla lunga anche con loro abbiamo fatto un buon lavoro.
Il bidone per la carta alto, rotondo e bianco come la neve sembrava perfetto per il salotto… ma lui pareva sempre contrariato.
Una sera prendemmo il coraggio a due mani, ci riunimmo al tavolino e ne parlammo apertamente
“caro mio non puoi fare le bizze, lo vedi che in casa siamo ormai in 6 e la casa è quello che è, se non ti va bene il salotto rimangono il corridio o il terrazzo ma poi come farai senza riscaldamento nè aria condizionata?”
E’ proprio vero quando i pedagoghi dicono che con il dialogo si risolvono sempre anche le questioni più pescolose…infatti dopo quella discussione tutto filò liscio e con estrema maturità, che mai ci saremmo aspettati da un bidoncino di quella età, di buon grado accettò la definitiva sistemazione.
Anche noi facemmo la nostra parte, e volendogli accordare fiducia, lo sistemammo nell’ ambitissimo sottoscala.
Al contrario, con il bidoncino blu del multimateriale forse siamo stati un pò troppo protettivi, e per timore che da solo, di notte, potesse avere paura, convenimmo che la migliore soluzione potesse essere quella di farlo stare in insieme a qualcun’altro, almeno per il primo periodo.
Il bidoncino della carta, forse anche per dimostrarci riconoscenza, acconsentì ad accoglierlo nel sottoscala.
Il bidoncino marrone per l’ accumulo dell’ umido, invece, fin da subito ci sembrò il più indipendente e impavido, così ci provammo… e con coraggio e forse un pò di incoscienza, lo sistemammo fuori sul terrazzo.
Con il senno di poi, oggi riconosco di aver osato forse troppo con lui, anche se poi non possiamo che constatare quanto venga su bene.
Autonomo e temerario!

Alle volte confondo i loro nomi, ma li amo tutto allo stesso modo.

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