IO NON CI STO


io non ci sto.
Prestarsi a queste basse provacazioni significherebbe fare il gioco sporco di chi, in questi giorni di faticose aspettative disattese, infierisce.
Se la neve caduta copiosa in tutta italia costringe intere città sotto la morsa del gelo, è solo a causa di un determinato boicottaggio del passacarte di Gabrielli, che con mente criminosa e spietata determinazione, ha costretto interi banchi di cumuli nembi a spostarsi da prima sulla costa adriatica per poi dirigerdi velocemente sulla capitale, senza nemmeno toccare di sguincio la nostra ridende cittadina di provincia.
Tutto e solo per uno stupido regolamento di conti che ha costretto  il sindaco capitolino ha leggersi in fretta e furia tutto il Nuovo Manuale delle Giovani Marmotte, senza nemmeno avere il tempo di poterlo ripere ad alta voce, almeno una volta.
Pensare al danno economico subito dopo l’ acuirsi di fatti tanto disciminatori, mi ferisce.
Cosa ne sarà dei quintali di sale abbandonati in un fondo di magazzino?
Nemmeno Mucciccia pare abbia accettato l’ invito dell’ assesorato alla cultura della città, e così, ecco svanito anche il sogno di una enorme statua in pasta di sale da adagiare sui caldi manti erbosi delle città.
A tutti coloro che oggi deridono chi, nel tentativo di far venire a galla la verità, chiede a gran voce una commissione di inchiesta che metta luce sugli accadimenti di questi giorni, dico ancora una volta: io non ci sto, io non ci sto.
Trovo necessaria, nei confronti di tutta la ferita cittadinanza lucchese, un pò di chiarezza.
Sono forse i 25 metri di dislivello sul mare che separano noi e Cesana a giustificare 2 metri di spread di neve?
E’ forse giusto che un lucchese continui a buttar soldi in abbonamneti in palestra anzichè rinvigorire la propria muscolatura con una pala in mano?
Quale fine ingloriosa aspetterà alle catene da neve acquistate per obbligo?
Chi potrà più giustificare le scorte di ciobar approntate per far fronte all’emergenza ghiaccio?
Che ne sarà di noi?
Caju non si dimetterà.
E lo farà in nome della Nevina, questa sconosciuta.


UN SIMULACRO DI FELICITA’


Oggi è stata una splendida giornata, meteorologicamente parlando, e diciamolo, quando il cielo è terso e i raggi del sole finalmente non fanno solo luce ma scaldano anche un pò, la giornata prende tutta un’ altra piega e la pausa pranzo, normalmente trangugiata di fretta e senza sentimento, assume una piacevole e poetica dimensione.
E allora messa a tracolla la mia panciuta borsa ho deciso di farmi una passeggiata in centro per respirare un pò di aria autentica e sciogliere il guinzaglio a timidi pensieri.
Adoro baloccare per i vicoli della città, quando in giro trovo poca gente, così posso assaporare tutti le sfaccettature, guardare la gente da dentro le vetrine, ascoltare i rumori che arrivano dalle case degli altri.
E oggi era tutto così sfacciatamente perfetto, troppo autentico per continuare a mentirmi, senza abbandonarmi in una lunga e silenziosa confessione personale. 
Con sincera lealtà ho riconosciuto quella che pensavo essere una superficiale velleità.
Chi non lo aveva forse capito che dietro al mio buono proposito per il 2012 numero 3, si celava ben altro che il semplice desiderio di rimanere sui tacchi per più di 17 minuti, ma piuttosto il più ambizioso desiderio di diventare un pochino più femminile, nonostante tutto, ecco.
Un profumo, sentivo che un profumo mi avrebbe dato quel tono che mi mancava e la giornata sembrava ideale per comprarne uno, ero persino negli unici cinque giorni di inverno in cui non ho il raffreddore, le narici avrebbero potuto fare un ottimo lavoro.
E mi sono infilata in un negozio, il solito, a dire il vero.

Buon giorno, posso esserle utile?

Buongiorno, sorrido, sarebbe molto gentile.
Mi dica, come posso aiutarla.
Sto cercando un profumo, Samsara, lo adoro.
Purtroppo non lo abbiamo.
Nooooo, che peccato, ha forse qualcosa di simile da farmi sentire, potrebbe essere una buona occasione per provare qualcosa di nuovo, anche se in realtà io il profumo non sono molto abitua a portarlo, ecco le dicevo magari qualcosa di simile a Samsara, sarà forse per il nome, ma sono affezionata a quella profumo.
Beh potrebbe provare questo, è molto simile.
Mmmmmm no, lo trovo troppo aspro.
Beh allora questo, sempre fruttato, ma molto più dolce.

Oh no questo invece è davvero stucchevole, troppo dolciastro.

No ma vede, NEL SUO STATO alle volte le fragranze sembrano leggermente diverse.
…. (io)
…. (lei)
…. …. (io) Nel mio stato?

Oddio, no, perchè lei non è… no, mi perdoni, sono terribilmente mortificata, forse mi ha ingannata la borsa, portata sulla pancia, e poi aveva quella posizione, con le gambe leggermente divaricare, no ma ho capito, uno lo fa anche per rilassarsi, per scaricare la tensione muscolare, mi perdoni di nuovo sono veramente in difficoltà, ora lo vedo bene che non è incinta, mi ha veramente tratto in inganno la borsa.

Non si preoccupi.

No, ma davvero non so come possa essermi venuto in mente, purtroppo..
Non si preoccupi le ho detto, in efetti questa borsa panciuta messa proprio sulla pancia… non si preoccupi, non c’è nessun problema.
No è che sono davvero mortificata, ancora non capisco…
HO DETTO NON SI PREOCCUPI, e che cazzo.
Da non crederci, ho trovato l’ ultimo Samsara.
Ecco, 
prendo questo e finiamola qua, prima che questo luogo si tramuti in un lago di sangue. (cit.)



  


INIZIARE, CON UN MESE DI RITARDO.

Mentre studiavo disperatamente, lavoravo affannosamente e mangiavo solo cose a cui non sono intollerante, ho compiuto 32 anni, appena poco prima che mia nipote femmina venisse al mondo, dopo una gestazione lunga come quella di un elefante.

Carote SI, lievito NO, zucchero NO, vino rosso SI, vino bianco NO, carne di manzo SI, pollo NO, pasta SI, olio SI, banane NO, arance SI, mele SI, pero NO, tacchino SI, maiale NO e…in  men che non si dica mi sono ritrovata a dicembre.

Sebbene non mi dessi pace di come potessi essere stata catapultata nell’ ultimo e intensissimo mese dell’ anno, abbandonandomi ad un generoso atto di fede, ho creduto a chi, con convinzione, asseriva che la macchina di accelerazione del tempo non potesse esistere e mi sono assuefatta alle intermittenti luci di natale che prepotenti invadevano le case degli altri, e la mia.

Ed era quasi natale.

Nel trip da zucchero, uovo e farina, mi sono buttata a capofitto in una insana e morbosa relazione con il lievito madre e ho panificato, tanto, la notte.

Non ho fatto nemmeno un giorno di vacanza dal lavoro.

Ho brindato, a mezzanotte, e nemmeno a crederci… in un secondo, è arrivato pure l’ anno bisestile a scombinare i piani.

Ecco però che tra un tempo di lievitazione e l’ altro… un po’ pensavo e un po’ dormivo, e non so bene dirvi se mentre dormivo o mentre pensavo, in continuazione creavo e disfacevo i miei propositi per questo 2012.
Li avrei voluti scrivere su un foglio per poi fotografarli e mandarli a Zelda, per il suo progetto I 5 desideri per il 2012, ma pensa che ti ripensa mi sono persa…
Ora è quasi finito pure gennaio, mia nipote è già lunga 59 cm, e prima che rosichi tutto quel’ insignificante metro che separa la sua nanitudine dalla mia nanitudine, sarà bene che riprenda a scrivere e a fotografare, che poi è pure uno dei miei buoni propositi per il nuovo anno.
Riuscirò a disattenderlo puntualmente anche quest’ anno, sebbene mi siano rimasti solo 348 giorni per farlo?



propositi da disattendere entro il 31.12.2012


E SE DOMANI

Sà, ci pensi, domani avrai quarant’ anni!

Ma che stai a dì?

Oh vedrai… da 32 a 40 che differenza c’è?

Oh bimbetto, appena prima che ti metta l’ ossa in fila indiana, guardiamo un po’ di televisione… che su Rai3 danno sfide.




11.11.11

caju palindroma

Chissà che mi immaginavo io che fosse questo
11.11.11.


Quante parole sprecate.
Vuoi vedere che tra qualche mese su attivissimo.blogspot.com troveremo che anche quella storia dei maya è solo una grande bufala…
Niente di niente.
Ieri è stato un banalissimo venerdì di novembre dove una temperatura gradevole e un bel cielo terso hanno fatto da cornice ad un giorno che preludeva alla festa.
Non è successo niente.
Berlusconi è sempre il presidente del consiglio, mentre mia nipote si crogiola ancora nella pancia della mamma.
Io ho sempre il raffreddore e Andrea continua a russare e tossire in una combo esplosiva.




No say the cat is in the sac
, direbbe il buon Trap.


Torno alle mie cose, un po’ delusa…

E canticchiando, aspetto mia nipote.

…I’ve got a crush on you, sweetie pie
All the day and night-time hear me sigh
I never had the least notion
That I could fall with so much emotion…



 


DOPO 30 ANNI

  



è giusto che un’ amica, una moglie ma anche una sorella, faccia i conti con il proprio passato.
E proprio quando, con il senno di poi, questo passato sembra essere stato inglorioso, carico di cattiverie e risonante di dispettosi fastidi, è giusto che questa donna riesca a chiedere perdono, con umiltà e animo rinnovato.
Ancora oggi non so dire se sia stata gelosia, astio o semplicemente gioia nel infastidire, ma tant’è che perpetuavo in un atto deplorevole di cui oggi ne porto ancora il pesante fardello.
Solo dopo 30 anni, riesco a farlo, e sebbene comprenda che il tempo passato non possa essere facilmente dimenticato, mi auguro di poter trovare nel tuo animo gentile il desiderio di perdonarmi.
Storpiare le parole che tanto condividevi, rubare la grazia di quella melodia che tanto amavi, interrompere sempre le tua amabili decantazioni hanno fatto di me una brutta persona, perdonami fratello mio.
Dimostrando forse un ulteriore gesto di vigliaccheria, te lo chiedo proprio oggi, nel giorno della tua prima visita urologica per quel problemino alla prostata, te lo chiedo oggi nel giorno del tuo trentesimo compleanno, pensandoti forse più disposto al perdono raggiunta ormai l’ età della vecchiaia.
Ti chiedo perdono, e lo faccio così… sperando di ridare finalmente gloria alla filastrocca che tanto amavi e che io sempre distruggevo, con parole diverse o note stonate, solo per farti incazzare.




Auguri!


PIANO PIANO, POCO POCO


Non sapete quante volte ho cominciato a ticchettare su questa tastiera  tentando di scrivere qualcosa.
Ma cosa?
Come si ritorna su un blog dopo mesi di incurie e di abbandono?
Ci si giustifica?
Si fa finta di niente e si va avanti, tanto qui c’è mio e comando io?
Ho provato col postare delle foto… così, come per dire ci sono, esisto ancora e torno, ma in punta di piedi, senza troppe parole.
Poi mi sono detta ma quante storie, a chi pensi di dover rendere conto?
Chi vuoi che se ne sia accorto se sono mesi che non ti fai sentire…
Scrivevi perchè ne avevi bisogno, scrivevi per te, per dare sfogo alla tua creatività sopita dietro a  una scrivania tristre e carica di frustazioni.
E se dovessi rendere conto proprio a me?
Caju cosa hai fatto?
Dove sei stata?
Tutto bene?
No, vedi è che sono stati mesi un pò così…
Torni dalle vacanze e il rientro a lavoro è così traumatico, e poi ci sono già le giostre e allora sai che l’ estate è davvero finita, ma… quest’ anno l’ estate non è poi tanto finita, c’era ancora il mare di settembre, ma anche le dichiarazioni da inviare, gli studi di settore le manovre d’ estate, quelle anticrisi, quelle per lo sviluppo, e poi… i bimbi che nascono, il cambio di stagione, il campionato che di calcio che comincia, i progetti di settembre, la diete delle intolleranze, le cimici da combattere, le foglie da raccogliere.
Caju…
Sono confusa.
Ho mille idee nella testa,  ma… è come se si fossero incastrate nella strettoia di un imbuto, devo solo aspettare che tutte riescano a trovare posto.
Mi sono tagliata i capelli.
E perchè?
Perchè ricrescono.
E ora?
Aspetto una nipote, alta e magra, dicono, mi sa che non somiglierà a me, e studio, anche.
E’ faticoso dopo tanto tempo?
Non più…ora in casa c’è silenzio, la mia vicina si è lasciata, così non deve più sollazzare alcun reale augello (cit.), le mie preghiere sono state ascoltate.
Sai stasera lavavo i piatti della cena, quando di fronte a me  ha cominciato a fluttuare una bolla di sapone, piccola, tonda, piena di riflessi, perfetta.
La volevo fotografare ma è scoppiata.
Allora ho preso la confezione del detersivo, e ho comiciato a premere, delicata ma decisa, volevo che si formasse una’ altra bolla di sapone, come quella bella di prima.
Ma niente.
Quasi seccata ho cominciato a premere ritmicamente e con più forza e…
allora si, con una traiettoria precisa e inaspetta sette o otto cc di detersivo si sono furiosamente infranti sul soffitto.
Cosa mi vuoi dire Caju?
Niente, rispondevo alla tua domanda sul come sto.
Ma quindi sei tornata?
Non lo so, ci devo ancora pensare.
Intanto alleno gli occhi a fermare istanti. Quelli veri. Per ricordare, ogni cosa.  



MARE ANDATA E RITORNO

 



Esistono tanto bravi ragazzi, sempre felici e soddisfatti di quello che hanno e della vita che conducono.

Hanno una casa  si, carina, ma di certo piccola, che a loro però sembra più spaziosa persino della reggia di Versailles.

Adorano il loro lavoro, anche se alle volte faticoso, perchè convinti che la fatica faccia parte  del gioco e che in fondo non ci sia niente di meglio che rientrare a casa dopo una giornata di intenso lavoro.

Gli stessi bravi ragazzi poi per fugare la stanchezza quotidiana e sfogare un pò delle ansie accumulate, il più delle volte giocano al giuoco del calcio.

Amano gli allenamenti, le partire, far combriccola negli spogliatoi con i compagni di squadra.

A giugno terminato il campionato, e terminati anche quei sette o otto tornei di calcetto, cominciano già a fremere in attesa dell’inizio della preparazione calcistica, che più o meno può essere riassunta così, corrrere in salita e per obbligo nelle caldissime e assolate giornate di agosto, riconoscendo un’autorità smisurata in qualcuno chiamato Mister, che seduto  all’ ombra di un faggio, urla e impreca affichè ognuno muova le proprie pesanti terga, senza che di questo il mondo se ne giovi.

Gli stessi bravi ragazzi se estremamente fortunati, potrebbero addirittura nascere in una città molto carina,  double-face, vicina al mare per l’ estate e vicina ai monti per l’ inverno, e questi stessi bravi ragazzi un giorno potrebbero chiedervi…

Perhè?!?!?!?!

Perchè andare via per le vacanze?!?!??!

Perchè andare così lontano per farsi un pò di mare?!?!?!?

Perchè partire nel pieno della preparazione?!?!?!?!?

Ma soprattutto perchè, per 15 lunghissimi giorni??!?!?!!?



Io ne ho sposato uno, salvando almeno sei donne.


L’ ELEFANTE E LA FARFALLA

Puntare sulla simpatia, questo dovrà essere il must dei prossimi giorni, al mare.

E’ da venerdì che sono in ferie e in 4 giorni ho già all’ attivo tre cene di cui due a base di maiale alla brace, in ogni forma e pezzatura.

Tutto è apparentemente molto bello, siamo tutti decisamente molto felici, anche se, senza peccare di ingratitudine, un problemino obiettivamente, c’è.

In un momento di pura follia, io e il Brugoli, che decidiamo la destinazione delle nostre vacanze la sera stessa in cui smettiamo di lavorare, noi che al massimo facciamo vacanze non più lunghe di otto giorno, proprio se di mezzo c’è un volo intercontinentale, noi che si sta tanto bene a casa nostra, in un momento di follia cieca, dicevo, abbiamo prenotato un soggiorno in Sardegna della durata di 15 giorni.

L’ ultimo viaggio marchiato 15 giorni, risale ormai a sei anni fà, e si chiamava viaggio di nozze, dal quale tornammo, proprio per la durata, visibilmente scossi.

Non resisteremo mai, ne siamo serenamente coscienti entrambi ed è proprio per questo che da stamani non smettiamo di ripeterci, sorridendo affabilmente, che un modo lo troveremo… per tornare prima.

Ora siamo in nave, abbiamo appena scoperto che la traversata che pensavo essere di 5 ore e mezza sarà in realtà di 8.

Il deejay della nave ha deciso di farci ascoltare tutto l’ ultimissimo LP di Michele Zarrillo, uscito nell’ estate del 1983, e che, se non ricordo male, fu subito proibito nell’ estate  dell’ 84, dopo il decesso di una signora, del sud, sulla quarantina che volle, contrariamente alle raccomandazioni dei più, ascoltare tutto il 45 giri in una sola volta.

Superato lo sconforto iniziale, e dopo essermi incantata per almeno tre ore, a bocca aperta, guardando e ascoltando orde di vacanzieri da strapazzo che mi circondano, mi sono trovata a fissare il mare, calata in una profonda riflessione sugli ultimi mesi trascorsi, una sorta di consuntivo di fine anno, che come di consueto faccio, prima di dedicarmi ai buoni propositi per settembre, da disattendere non più tardi del primo fine settimana di ottobre.

Una riflessione sincera, piano piano, poco poco, come quelle fatte quando un giorno finisce e uno nuovo comincia.

La palestra è andata assai bene, al di sopra delle mie aspettative ho mollato l’ esercizio fisico teso a rassodare le mie flaccidi membra, dopo tre settimane consecutive di assidua frequentazione di un improbabile palestra, piena zeppa di spie russe.

Nutrizionalmente parlando l’alimentazione di questi mesi è stata molto equilibrata, nessuna variazione degna di nota, ma un’ assunzione constante di schifezze nell’ arco della giornata, senza mai sgarrare, poca frutta, poca acqua, alcolici ai pasti, e molti gelati che con il caldo si sa, fanno bene… Duncan mi ha detto essere molto fiero di me.

Ho visto due concerti, qualche film e tutta la nuova serie di GossipGirl.

Al mare sono andata solo due volte, la prima volta con la felpa, ma faceva freddo freddo, la seconda visto che faceva solo freddo solo con la polo.

Degno di nota è che mai sia tornata a lavoro la sera dopo cena, e di nota è degno che mai sia tornata a casa da lavoro per cena, prima delle 21.30.

Ho vinto una battaglia, contro Il burli, a suon di torte e sebbene sia cosciente che una battaglia è niente rispetto a una guerra, HO COMUNQUE VINTO UNA BATTAGLIA CONTRO IL BURLI.

A lavoro non ho mai fatto tragedie, nemmeno quando Maurice, nome di fantasia per tutelare la praivasi del diretto interessato, ha inteso ascoltare  per 4 ore consecutive il gioioso brano de La Vie En Rose, nelle più disparate versioni incise nei più reconditi angoli del mondo intero.

Sapevate che anche i Righeira  ne avevano incisa una?

Fa più o meno così…

Quand il me prend dans ses bras OH OH OH OH OH

Il me parle tout bas OH OH OH OH OH

Je vois la vie en rose OH OH OH OH OH

Che estate, gente, che estate!

Zarrillo ha smesso di cantare l’ ultimo pezzo del suo LP.

Ora è la volta di Miguel Bosè.

Prima che cominci l’ album dei grandi successi di Mino Reitano, vado a farmi due passi sul ponte…

Appena torno, butto giù due appunti per l’ avvocato, ho già raccolto molte adesioni per una class action contro la moby, che con la frode ci ha venduto biglietti carissimi per una traversata da 5 ore  e mezza, e in nottata, senza interpellarci, è andata a spostare la Sardegna, per far durare il viaggio almeno otto ore.

Buon fine estate per chi l‘ ha fatta cominciare a giugno, io che l’ ho fatta cominciare venerdì scorso, mi godo l’ inizio…!


E CHI L’ AVREBBE MAI DETTO…

… che anche quest’anno sarebbe arrivato il 5 agosto.
Vado ad ubriacarmi con l’ Amaro Averna che scalda il cuore col gusto pieno della vita.







CAJU


Di madre italiana e padre peruano, Caju nasce a Lucca nel lontano 1979.
Sebbene cresca in una borghese città toscana, subito dimostra di volersi differenziare dai più banali clichè cittadini. Ecco che infatti, frequenta la scuole medie Carducci proseguendo i suoi studi al Liceo scientifico Vallisneri, per poi approdare alla Facoltà pisana di Economia.
Sposata.
Ama trascorrere le sue vacanze a San Teodoro.
E' ghiotta di farro e buccellato.
Per distinguersi dalla massa, ha una speedy30 e una neverfull, indossa solo scarpe di prada, non vive senza il suo iphone, lavora solo con il mac, viaggia con la sua vespa rossa e si prende cura della sua testa con un casco momodesign.

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