04.11.1981

E alla fine nacque!
Fino ad allora ero stata la regina incontrastasta della famiglia F.
Prima figlia, prima nipote, tutto ruotava intorno a me.
I miei genitori quando seppero di aspettare ancora un figlio, placati gli animi dopo l’ indigestione di gioia procurata dalla notizia, con razionalità affrontaro il problema:
E sara? (allora non mi chiamavo ancora caju)
Come la prenderà? sarà gelosa?
La dobbiamo preparare, la dobbiamo rendere consapevole.
Con estrema dedizione, così fecero.

Sara lo sai che presto arriverà un fratellino?
Sarà bello come te, e ti vorrà tanto bene.
Sara??? che cosa c’ ha mamma nel pancione?
Un fratellinoooooo che avrà bisogno di tanto affettoooo, e tu glielo darai vero?
Ma lo sai Sara che mamma e papà ti vorranno sempre bene, vero?
Sara appena nascerà il fratellino, mamma avrà bisogno di tanto aiuto.
La dovrai aiutare a fare la pappa a cambiare il pannolino….

Oh io li credevo, mica mi potevo immaginare che mi stavano mettendo di mezzo.
Alla fine del corso presorellon ero preparatissima, nonostante i miei due anni.
Pannolini, latte, ciucci, pesate, stai attenta alla fontanella, cullano piano, dagli un bacino…
All’ esame presi un bel 9 e così mia mamma decise che poteva essere il momento.

Nacque.
Di notte, perchè fin da subito voleva dimostrare di saper rompere bene bene le palle.
Io ero a casa con mia nonna.
Ci telefonò, nel cuore della notte, mio papà.
Sara è nato Marco
ah bene nonna, se ne può parlare domani mattina, che sto dormendo?

Passati 5 giorni, lo vollero pure portare a casa.
Ero emozionatissima.
Mi chiesero se lo volevo prendere in braccio.
Io mi tirai su tutta la maglietta e col busto tutto gnudo dissi:
certo, ora gli do il latte.


Alessandro, ma il capitolo sull’ anatomia non taccava a te?

La vita subito mi insegnò che l’ unica cosa che potevo dargli erano solo sonori nocchini nella testa!

Auguri Marco

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