QUELLI DELLA 315

londra

Sabato abbiamo incontrato un amico di Andrea con il quale non avevo mai avuto il piacere di parlare e che fin da subito si è dimostranto molto empatico e deciso a voler diventare il mio nuovo miglior amico.
Sapeva quasi tutto di noi, e da buon amico migliore quale mi era diventato, per prima cosa sì è curato di sapere se avessimo passato dei buoni giorni di vacanza e se le mie aspettative fossero state soddisfatte.
In che senso scusa?
Si insomma, il wc della camera aveva il sigillo che ne garantisce la disinfezione? E poi il rotolo della carta igenica… mi auguro tu l’ abbia trovato nuovo.  Sai che orrore altrimenti...
Ora credo di avergli fatto capire, con poco, di non aver mai avuto migliori amici, che avrei preferito mi desse del lei solo perchè il voi sarebbe suonato forse un pò troppo anacronistico e che sarebbe stato meglio se nei giorni a venire si fosse guardato spesso alle spalle perchè con ogni probabilità qualora lo avessi incontrato per strada lo avrei sicuramente schiacciato.
Dopodichè, giusto il tempo per salutarci amabilmente, ho girato l’ angolo a braccetto di mio marito che ho poi corcato, senza nemmeno ben sapere perchè, ma convinta che lui ne avrebbe trovato un buon motivo.

E’ vero, la scelta dell’ albergo mi mette un pochino di ansia, ne avevamo pure già parlato anni fa, ma quindi?
C’è forse un rimedio? A chiunque mi chiedesse come fosse possibile che fossi stata quattro volte a New York e mai nemmeno una a Londra, rispondevo vagamente…
Eh… hai visto, alle volte la vita è davvero strana…
Mica potevo dire, vedi reputo l’ inghilterra il paese più sudicio dell’ Europa, addirittura più della Francia, e per questo ho sempre desistito a recarvici le mie sacre membra.
Omettere verità non significa necessariamente mentire.

I criteri con i quali scelgo un albergo sono sempre gli stessi da anni.
In terra parquet, vietati i copriletti ma concessi solo sacchi copripiuminio bianchi, bagni minimali e piuttosto asettici che permettano un’ analisi d’ insieme veloce ma efficacie.
Dopo attenta disamina e misurata comparazione di informazioni, la scelta questa volta è ricaduta su una catena di alberghi olandese, e questa cosa dell’ Olanda forse qualche dubbio me lo doveva far venire perchè lì si fanno sempre un mucchio di canne.
Tutto molto tecnologico, quasi da nerd.
Per dire il check in  ce lo siamo fatti da soli, come con il prestospesa dell’ esselunga.
La stanza era interamente gestita da un tablet.
Le luci, le finestre, la televisione, il riscaldamento.
Tutto fighissimo, fino a che ha funzionato.
Rotta la docking station, finito il gioco.
Ci dovete perdonare, ma temiamo che il carica batteria del tablet della nostra stanza con buona probabilità possa essere rotto, è possibile che ci venga sostituito?
Sarà che sono inglesi o che si fumavano troppe canne, tant’è che la richiesta di visitare il royalbaby prima di coricarci sarebbe suonata meno  difficile da esaudire.
Per risolvere il problema ci sarebbe voluto un ingegnere, perchè un caricabatterie normale di quelli che se hai l’ iphone non lo puoi perdere di vista nemmeno un minuto, sembrava non esserci proprio in un albergo con stanze esclusivamente gestite da tablet.
Dovevamo cambiare stanza, a mezzanotte, ma soprattutto dovevo fare nuove perlustrazioni, analisi con il luminol (a proposito a me quel programma su real time mi ha definitivamente rovinata).
Abbiamo transato, rimandando tutto al mattino seguente, e dormito con il televisore acceso e il condizionatore a palla.
Non sapevamo che quel tablet scarico sarebbe diventato la nostra fortuna.
La mattina dopo di una notte turbolenta siamo stati accolti alla reception con  mille scuse, una abbondante colazione offerta, e la promessa che nelle ore successive qualcuno avrebbe risolto il problema altrimenti avremmo cambiato stanza al nostro rientro in albergo.
Di nuovo scuse, inchini e ospiti pure la sera al lounge bar.
Parola magica: quelli della 315.
Mangiato e bevuto e ancora ribevuto, con la notte erano arrivate anche le cattive notizie.
La festa era finita, terminati i bagordi, il tablet era perfettamente funzionante.
Tutto ripristinato.
E scusateci di nuovo per il disguido. Buona notte.
Buona notte.

Sapevamo però cosa fare l’ indomani.

Hi, good morning guys.
Is Everything okay?
Well, yes and no…
something yes, but something no

315
3+1+5
9

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