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VI E’ MAI CAPITATO

magari in vacanza, di incontrare una ragazza che abita vicino a casa vostra e che conoscete anche molto bene, di cui vi siete momentaneamente dimenticate il nome e regale ai vostri amici, seduta stante, perle del tipo….
ma ciao
ma guarda te chi incontro a livigno
a volte le concidenze… me l’ aveva detto Laura che avrei incontrato ancheeeeeee….
ancheeeeee…

ancheeeeee…
ancheeeeee…

ancheeeeee…

(e dopo dieci minuti di ancheeeeeee…)

ancheeeeee “COSA”,
invece di dire anche TE?
A ME, SI.



E invece vi è mai capitato di fare qualche ora di volontariato in un centro di recupero per tossicodipendenti e, giocando a pictionary, trovarvi a mimare la parola BUCO?
A ME, SI.


Oppure non so, vi è mai capitato di provare ad accendere una vespa 250 che pesa 5000 tonnellate e riuscire a capire , solo una volta a terra e con la vespa sopra una caviglia, che non partiva perchè due ore prima avevate messo il blocca freno a disco?
A ME, SI.


E aprire il rubinetto dell’ acqua, insaponarvi le mani e lavarvi il viso con gli occhiali?
A ME, SI,
questa mattina.


FROM FOTOLOG


MI ACCORSI…

che ero cecata, nel 92 e non poteva che essere così, visto i famosi predecessori…

La scelta dei primi occhiali non fu semplice, ancora non ero abituata a vedermi con quei cosi sul naso… così che optai per una montatura poco vistosa, leggera e con le lenti sospese… convinta che si notassa meno.

Bene, non feci in tempo a mettere piede in casa, che subito l’ attento osservatore di mio fratello decise che assomigliassi a Steve Arkel, il protagonista di otto sotto un tetto.

Da allora tutti in casa mi chiamavano così….
“ehi steve… steeeeeeve… ehi dico a te steve arkel”
e poi giù tutti a ridere…

Riuscì a resistere per un pò…fino a quando le simpatiche gag familiari non cominciarono a smaronarrmi…

Fu così che una mattina partì, convinta di dare un bel taglio al passato, e con il consiglio di mia madre optai per un paio di occhiali in celluloide.
Mi stavano bene e mi piacevano.
Li presi.

S.”Marco noti niente?”
M. “si, sembri Luciano Rispoli…. mammaaaaaaaaa guarda Sara, sembra rispoli”
Mamma:”hahahahhahahhahaha”
S. “c@$£o mamma c’ eri anche te quando li ho comprati, ora un veniamo fori con Rispoli”
M. “MBa che belle parole”
Mammma. “ahahhahahaha…. uguale”

Appena sveglia, a pranzo a cena, con gli amici
Sempre e solo
M. “Sara….”
S. “siii?”
M. “MBa che belle parole”
Tutti. “ahahahhahah”

Dopo quelli, …
Diventai la cataldi, prof. un pò niffita di storia dell’ arte… e allora lì ci davano dentro anche i miei compagni di classe, anzi… di tutto il liceo.

“ah cataldi…”
“oh sei anche nana e niffita uguale”
“un clone”

Una mattina, forse perchè anche l’ abbigliamento la ricordava, fu proprio la prof. a notare la somiglianza…

Di nuovo cambiai…
Presi quelli verdi, poi quelli neri e bianchi, poi trasparenti, poi marroni…

Tutti però inspiegabilmente e maledettamente ricordavano qualcuno.

Bene, presto prenderò questi.
E senza nemmeno farvici pensare su…

ARISA
Assomiglierò ad Arisa!


CAJU


Di madre italiana e padre peruano, Caju nasce a Lucca nel lontano 1979.
Sebbene cresca in una borghese città toscana, subito dimostra di volersi differenziare dai più banali clichè cittadini. Ecco che infatti, frequenta la scuole medie Carducci proseguendo i suoi studi al Liceo scientifico Vallisneri, per poi approdare alla Facoltà pisana di Economia.
Sposata.
Ama trascorrere le sue vacanze a San Teodoro.
E' ghiotta di farro e buccellato.
Per distinguersi dalla massa, ha una speedy30 e una neverfull, indossa solo scarpe di prada, non vive senza il suo iphone, lavora solo con il mac, viaggia con la sua vespa rossa e si prende cura della sua testa con un casco momodesign.

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