WAITING FOR ROSSELLA


Samuel Becket non è morto. Nel 1989, stanco di tutto quello che lo circondava e profondamente sofferente per la perdita della moglie, scappa, senza lasciare taccia.
Alla veneranda età di 83 anni, intendeva, di fatto, riprendersi la vita dal basso, dalle cose semplici, lontano dal brusio affannato del mondo.
Oggi, la vecchia canaglia di Samuel è diventato sempre più sprezzante, libero da ogni costrizione.
Preciso, tagliente e candido come la lama di un coltello di ceramica.

Le notizie da tutto il mondo lo bombardano, la curiosità lo tiene in vita e la voglia di scrivere lo fa sentire ancora giovane.
Osserva, ascolta, e pensa.
Fucina di idee sconnesse, crea, di getto e tutto sembra venir fuori con una innata semplicità.
Ambientazione più moderne, linguaggi urbani, ma niente sembra far dimenticare il suo teatro.
Dialoghi, ripetitivi e serrati, suscitano ancora il sorriso nonostante la tragedia.
Inforcati gli occhiali, rilegge, e la mente vola, lo scricchiolio delle tavole di legno consumate dei teatri di provincia risionano nelle sue oreccchie e l’ odore di polvere lo riporta indietro con gli anni, come in un’estasi di sensi.
La pièce va in scena. Si accendono le luci.

Sedute sulle poltrocine di un aeroporto romano due donne, giovani, belle.
Rossella Urru è stata liberata, è provata fisicamente e psicologicamente, ma sta bene. E’ una donna incredibilmete forte, e il rapimento, per assurdo, sembra averla fortificata.
A turbarla è solo l’ incapacità di gestire quel prepotente desiderio di rivedere tutti quelli che ama più della sua vita.
Tra poco, finalmente, potrà riabbracciarli e già sa che non riuscirà a trattenere le lacrime. Le ha conservate per tantissimi mesi, per poterle spendere, come un fiume in piena carico di gioia, tutte oggi, perchè da sempre sapeva che oggi sarebbe arrivato.
Aspetta un volo per Cagliari.
Sara Tommasi è una dottoressa in economia, si definisce Bocconiana di adozione.
Nel suo passato qualche apparizione in televisione, miraggio di felicità. Oggi è alla disperata ricerca di  serenità, che per assurdo crede di assicurarsi con la notirietà, senza se e senza ma. E’ disposta a tutto.
Aspetta un volo per Milano.

Che noia aspettare, vero?
Forse, anche se in questi mesi ho imparato tanto, anche ad aspettare.
Davvero? e come mai? Avevi fatto un provino e aspettavi ti chiamassero?
Non proprio, la mai è stato una attesa forzata, ecco, ma finalmente è finita.
Come ti capisco, anche io ho azzardato con taglio troppo corto, per un pò ho aspettato, poi alla fine non saputo resistere e… meno male ci sono le extention, anche se però si vedeva che non erano capelli veri. Dove voli? Io a Milano, dove ho studiato.
Torno in Sardegna, finalmente.
Oh Mio Dio, che invidia, ma non dirmi che è già aperto il Billionaire?!?!?!
Non so, non vado per quello, torno finalmente dai miei cari, sono sarda.
Uhhhh come la Canalis e la Satta!
Si, e come Gramsci, Berlinguer e la Deleddae tu come mai lasci la primavera di Roma per andare a Milano?
In qualità di esperta in finanza, intervengo in un convegno 
sulle origini del signoraggio bancario e le posizioni delle banche centrali.
Ma che brava, a me che ho sempre e solo studiato cooperazione internazionale, sente la testa solo a sentirtelo dire.
No no, non farti strane illusioni, ho solo da dire tre cose che mi hanno scritto, e poi subito dopo devo tirarmi su la gonna, ma tanto è talmente corta che non devo fare nemmeno tanta fatica, la verà difficoltà è ricordarmi di non indossare le mutande. E tu invece? Sei venuta in contiente a cercar furtuna ora che le sarde vanno di moda… guarda Geppi Cucciari?
No, io mi occupo di solidarietà internazionale, di promozione della pace e dei diritti umani, di aiuti umanitari a popolazioni che vivono in maniera disagiata o in stato di emergenza.
Amo le donne, la loro forza, il loro coraggio, e l’amore incodizionato che matura in loro perchè madri, ed è proprio a loro che mi rivolgo, aiutandole a conquistare la dignità che spesso non è loro riconosciuta.
La dignità del loro corpo, la dignità delle loro idee, la dignità dei loro sogni.
Che bella cosa, non sai quanto ti ammiro, tutte le donne dovrebbero avere una Luis Vuitton e potersi concedere qualche ora dall’ estestista.

(Una voce metallica annuncia il volo di Rossella).

E’ il mio volo, devo andare, è stato un piacere, io sono Rossella.
Che bel nome, Rossella come Rossella Brescia, la ballerina, io invece sono Sara.
Ciao Sara, hai un bel nome e un bel corpo, proteggili.
Ma che scherzi Rossella, SPF 20, sempre!

Rossella esce di scena, quando le luci sono ancora alte.
Poi il bagliore dei fari si affievolosce e il sipario comincia a chiudersi.
Sara rimane nel buio.

Samuel aveva le idee ben chiare.

Io Rossella Urru la immagino così, una ragazza semplice e coraggiosa.
E con gioco, come mi è più facile fare, mi unisco al coro di voci che chiedono più attenzione al caso di Rossella, più visibilità, senza togliere ovviamente terreno alle notizie più accattivanti. Credo che ci possa essere spazio per tutti. Sara capirà.
In questa giornata dove tanti blogger italiani hanno dedicato il loro spazio a Rossella Urru, Zeldawasawriter ci chiede

Accolgo l’ invito.

Share post:

  • /