UN URLO FUNESTO

Ruppe il silenzio della serata.
“noooooooooooooooooooooooooooooooo”
“andre che succede”
….
Con lo scatto di un gazzella ormai sul procinto di morire dopo essere stata massacrata da un leone, percorsi quel metro e mezzo che separava la camerina dal soggiorno.
Una scena agghiacciante si palesava ai miei occhi stanchi e increduli.
Non riuscivo a muovermi, anichilità continuavo a guardare mio marito che, con frenetici movimenti, tentava di gestire la situazione.
“cosa devo fare?”

Cercavo di concentrarmi per trovare una soluzione, ma il frastuono mi distraeva e la visione di quella scena mi feriva il cuore.
“no no no”
“dai andre ce l’ hai quasi fatta, non mollare”
“non ci riesco”
“dai l’ ultimo sforzo”



Ci era riuscito!

Tutto intorno orrore e distruzione.
Rimasi qualche secondo ad osservare.



e poi:

“oh andre ma mi dici come ca@&!?o hai fatto”
“eh nulla, volevo levare l’ aria dal termoarredo”

note di regia:
Si apre il sipario, in scena la ricostruzione di un appartamento degli anni 2000.
Un giovane marito, che con il tipico compartamento del buon padre di famiglia, il 14 ottobre 2009 accende i termosifoni per verificare che tutto funzioni alla perfezione per poter affrontare il rigido inverno ormai alle porte.
L’ uomo, con la decisione di un idraulico navigato, comincia a togliere l’ aria da ogni singolo elemento.
Tutto procede liscio fino a quando non arriverà al termoarredo della cucina: un pezzo di ghisa alto almeno 2 metri.
svita, svita, svita ….. troppo, e zac, un getto potente di acqua comincia a uscire, rifrangendosi sull’ orologio appeso sul muro di fronte.
a terra un lago.

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