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IL PAESE DEI BALOCCHI ESISTE

Un bravo marito, se necessario, va anche a fare la spesa.
Da solo, senza l’ aiuto della moglie, intendo.
E io, grazie al cielo, ho un bravo marito.


Ora però stiamo attenti a non peccare di logica perchè se un bravo marito va a fare la spesa, non significa che lo stesso marito riesca a promuovere acquisti conscienziosi di generi di prima necessità atti al sostentamento di una famiglia, quando invece sarà molto più probabile che riduca l’ atto del fare la spesa ad un mero gesto esecutorio, un’ obbedienza incondizionata al volere uxorio, indiscusso.
Ecco allora che una moglie sagace, mai dovrebbe chiedere al marito: “caro… passi tu a fare la spesa?”, perchè consepevole che nella testa di un uomo sposato, ancorchè resposabile, all’ [ atto di passare a fare la spesa ] non venga per lo più associato nessun atto specifico, se non l’ idea di un vago girovagare per corridoi, con lo stesso entusiasmo di Pinocchio appena sceso dal carro, nel paese dei balocchi ( pag. 155 ).
La strada per il successo? Una lista breve, fatta di cose semplici, e di uso comune, che non possano farlo cadere in inganno, e sarete sicure che qualcosa comunque si dimenticherà.
Qualora invece foste voi a dimenticarvi qualcosa, che ne so… tipo la carteigenica, non illudetevi… nemmeno l’ apparizione della madonna potrà mai far sovvenire al vostro bravo marito che la cartaigenica manca… e quindi non vi resterà che sperare di aver qualche kleenex in casa.
Sull’ arbitrario acquisto invece di cose futili, dal valore nutrizionale altissimo e con livelli di coloranti simili a quelli di un evidenziatore stabilo boss, siate arrendevoli, non sarà mai possibile porre limite al peggio.


“Andrea puoi fermarti a prendere un pò di insalata e un pò di frutta?”
“Definisci frutta”
“Vedi tu, quella che ti sembra meglio, tenedo presente che la panna con le fragole non è frutta”
“OK”

“Spesa fatta, che faresti senza di me?”
“Cosa hai preso?”
“Insalata, 12 Crodino, una confezione Bounty ice e Tartufo al cioccolato bianco”



ANCHE IO COME I CINESI

ho un calendario tutto mio.
Si,
non so bene come mai…
Ma i miei nuovi anni non sono mai cominciati a gennaio, bensì a settembre…
Sarà per la scuola, sarà per il deciso passaggio climatico, sarà perchè sono sempre stata assai scema…
Fatto sta che anche oggi il mio nuovo anno, quello fatto di buoni propositi, di novità, di voglia di cambiare, comincia intorno alla metà settembre.

E come ogni calendario che si rispetti, pure il mio, è sempre stato scandito da feste e eventi che ne ritmavano incessantemente l’ andamento.

Da piccola tutto era molto semplice, con meno fronzoli, ma niente era lasciato al caso…
Iniziava la scuola e allora era settembre, buoni propositi e promesse…
Buoni propositi e promesse disattese invece scandivano ottobre che profumava di castagne
poi venivano i compleanni, prima quello di marco poi il mio, e già era finito anche novembre.
gli ultimi colpi a scuola, poi vacanze… albero di natale, regali, panettoni, capodanno e fuochi d’ artifcio.
Toh… e un s’ era subito a gennaio.
La settimana bianca e il carnevale significavano febbraio
a marzo c’ era pasqua,
e la primavera arrivava solo ad aprile
a maggio si comprava la frutta buona, e c’ era il cambio di stagione
a giugno la scuola finiva e ci si godevano le vacanze
solo a luglio andavamo al mare
ad agosto, insieme ai cocomori e al grancaldo, assaporavamo gli ultimi stralci dell’ estate
poi si ordinavano i libri di scuola, i giostrai costruivano il paese dei balocchi, e con santa croce e la fiera, arrivavamo al nuovo anno.

Mi sarebbe piaciuto che anche per i miei figlioli potesse essere così…
e invece a sono di aspettà a fa figlioli, mi ritroverò che…
A settembre ci saranno, si, le giostre, però faranno cagare… perchè magari ad agosto saremo andati in vacanza a eurodisney e niente potrà avere un confronto.
… Anche se non sarà carnevale, a ottobre, per halloween, si vorranno travestire.
Per il mio compleanno nemmeno un misero pensierino, perchè tutti i loro risparmi saranno stati sputtanati ai comix… che già andrebbe bene se ti garantissero che non si travestiranno mai e poi mai da cosplay.
L’albero di natale lo vorranno fare a novembre, eh già perchè gli addobbi, fin da ottobre, saranno ben disposti sugli scaffali dei supermercati…
e se l’ albero lo voi fà a novembre… voglio vedè come poi fanni capì che i regali si scartano il 25 dicembre…
….
….
….
Non sarà certo per colpa loro… ma sono sicura che quando avrò dei figli, se mai ne avrò, sarò costretta a mettere in discussione un pò delle mie fievoli certezze.
….
….
….
Anche se però ci sarebbe sempre il buon vecchio rimedio…
Randellalli finchè un s’addrizzano.
Ora ci penso.

in foto: scaffali dell’ esselunga il 24.10.2009


NOI IL SABATO

si fa la spesa, quella grossa intendo!

Già dal venerdì pomeriggio, al solo pensiero, comincio avere lievi attacchi di panico… sudorazione fredda, tachicardia, ansia.
Al brugoli invece “Ni garba” assai. Da quando poi all’ esselunga hanno messo il prestospesa allora si… è convinto di giocare alla guerra e spara.. e spara.
Partiamo… il mio obiettivo è fare presto, il suo è fare con calma.
Una volta parcheggiata la macchina, ognuno ha il suo compito ben preciso:
io ritiro la pistolina del prestospesa e lui prende il carrello.
Non c’è una volta che tutto fili liscio e così sempre… io mi ritrovo a combattere con il lettore del codice a barre mentre lui, che obiettivamente ha un compito più semplice del mio, è già montato in piedi sul carrello e scivola beato per tutto l’ atrio del supermercato. Bestemmiando mi giro e lo fulmino, lui mi sorride fiero a 96 denti.
Una volta riuscita nella mastodontica impresa, mi metto sui blocchi di partenza e aspettando lo sparo, concentrata ripasso: frutta, banco frigo, corridoio dei biscotti, poi quello della pasta, igiene personale vini e birra… facile, in 20 minuti potrei fare tutto.
Pronti, attentiiiiii…VIA!
Affanosamente mi aggiudico i sacchetti e un guanto per la frutta… cerco di risparmiare secondi preziosi sapendo poi di perderne a manciate in vani tentativi di aprire quei malefici sacchettini di plastica elettrizzata.
Ci riesco.
Pesco frutta dalle cassette e inveisco contro le vecchiette prepotenti.
Chiudo orgogliosa il primo sacchetto… e subito… un urlo si staglia verso il soffitto incastonato di freddi neon…
SPARO IOOOOOOOOOOOO….
Inerme acconsento.
Continuo la mia folle corsa per i corridoi e arraffo cose dagli scaffali, lo potrei fare a occhi chiusi… mi giro per gettare il bottino nel carrello e non c’è… il carrello non c’è, il Brugoli non c’è…
Torno indietro di un paio di corridoi e lo trovo ancora intento a sparare al primo sacchetto e con la stessa cura con cui un padre coricherebbe suo figlio, adagiarlo nella borsa della spesa…
Rallento, respiro fondo, iperventilo… non mi incazzo.
“Andre, su via, non vogliamo mica stare tutto il pomeriggio qua?”
“Te vai tranquilla che ti raggiungo”
Dopo 2 ore, stremata, arrivo alla cassa, la situazione mi è vistosamente sfuggita di mano.
Mi reimpossesso del prestospesa e lo porgo alla cassiera.
La rabbia si tramuta in ansia… ho la salivazione azzerata….
“tiuuuuuu”
“mi dispiace signora c’è il riconteggio”
“ma è sicura”
“via signora facciamo presto, non si preoccupi”
Tolgo dal sacchetto tutti gli articoli che intendevamo comprare e lo faccio come se stessi operando un’ essere umano…
Si perchè il Brugoli, nelle due ore, è riuscito ad incastrare ogni prodotto, dal più piccolo al più grande, con la perfezione di un ingegnere, più che buste della spesa infatti, sembrano sempre delle cartelle zippate.
Stremata termino il certosino compito.
“eh signora c’è una piccola differenza, si era dimenticata di passare qualcosa”
Divento viola, poi rossa e ancora di nuovo cianotica.
Invano cerco giustificazioni…mentre con la coda dell’ occhio guardo inferocita il mi marito che ridendo mi dice….
“oh Sara certo ci beccano sempre… nemmeno stavolta siamo riusciti rubare niente”


CAJU


Di madre italiana e padre peruano, Caju nasce a Lucca nel lontano 1979.
Sebbene cresca in una borghese città toscana, subito dimostra di volersi differenziare dai più banali clichè cittadini. Ecco che infatti, frequenta la scuole medie Carducci proseguendo i suoi studi al Liceo scientifico Vallisneri, per poi approdare alla Facoltà pisana di Economia.
Sposata.
Ama trascorrere le sue vacanze a San Teodoro.
E' ghiotta di farro e buccellato.
Per distinguersi dalla massa, ha una speedy30 e una neverfull, indossa solo scarpe di prada, non vive senza il suo iphone, lavora solo con il mac, viaggia con la sua vespa rossa e si prende cura della sua testa con un casco momodesign.

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