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QUESTO UOMO

sa fare tutto.
In casa dico.
Sopperisce alla mia assenza estiva, perfettamente.
Ha solo una mancanza.
Non cucina.
Mi spiego meglio, non intendo dire che non cucina cose elaborate, non cucina… niente.
Ecco che allora il più delle volte quando io non sono a cena gli faccio trovare tutto pronto, in modo che con una semplice riscaldata, possa cibarsi.


Quella volta, andò così.
“Andre stasera non sono a cena, ti ho fatto il pesto, lo trovi in frigo.
Quindi ricapitolando, pentola per la pasta, la riempi fino alla metà circa, una manciata di sale e quando arriva a ebollizione butti la pasta che fai cuocere per 12 minuti.
Il pesto si mangia crudo.”

“Ora Sara via… non sono bono a faMMi un piatto di pasta.”
“Perdonami Andre, forse ti ho sottovalutato, allora ci vediamo stasera. Ciao”
Tornai che già dormiva così non lo volli svegliare.
La sera dopo mentre, preparavo la cena.
“Andre ci sarebbe sempre il pesto di ieri sera, può andare bene o faccio qualcosa di diverso.”
“No Sara io non lo voglio il pesto, non mi è piaciuto tanto, ho trovato che ci fosse un pò troppo aglio.”
“Ah mi dispiace”


“Andre ma che pesto hai magiato ieri sera che il barattolo in frigo non l’ hai nemmeno aperto?”
“Oh Sara ma che dici? Oh Questo cosa è?”
“Un trito di prezzomolo e aglio Andre, sotto olio e almeno un etto di sale, hai condito la pasta con questo?”
“Mi sa di si”


Ecco dicevo appunto, questo uomo che oggi fa 33 anni, poichè azzarda spesso paragoni divini, teme che questo anno possa essergli fatale.


Ora no, ni spiegate voi che se un è morto quella sera lì, un more più?


Appi Bordei marito.



FROM FOTOLOG


04.11.1981

E alla fine nacque!
Fino ad allora ero stata la regina incontrastasta della famiglia F.
Prima figlia, prima nipote, tutto ruotava intorno a me.
I miei genitori quando seppero di aspettare ancora un figlio, placati gli animi dopo l’ indigestione di gioia procurata dalla notizia, con razionalità affrontaro il problema:
E sara? (allora non mi chiamavo ancora caju)
Come la prenderà? sarà gelosa?
La dobbiamo preparare, la dobbiamo rendere consapevole.
Con estrema dedizione, così fecero.

Sara lo sai che presto arriverà un fratellino?
Sarà bello come te, e ti vorrà tanto bene.
Sara??? che cosa c’ ha mamma nel pancione?
Un fratellinoooooo che avrà bisogno di tanto affettoooo, e tu glielo darai vero?
Ma lo sai Sara che mamma e papà ti vorranno sempre bene, vero?
Sara appena nascerà il fratellino, mamma avrà bisogno di tanto aiuto.
La dovrai aiutare a fare la pappa a cambiare il pannolino….

Oh io li credevo, mica mi potevo immaginare che mi stavano mettendo di mezzo.
Alla fine del corso presorellon ero preparatissima, nonostante i miei due anni.
Pannolini, latte, ciucci, pesate, stai attenta alla fontanella, cullano piano, dagli un bacino…
All’ esame presi un bel 9 e così mia mamma decise che poteva essere il momento.

Nacque.
Di notte, perchè fin da subito voleva dimostrare di saper rompere bene bene le palle.
Io ero a casa con mia nonna.
Ci telefonò, nel cuore della notte, mio papà.
Sara è nato Marco
ah bene nonna, se ne può parlare domani mattina, che sto dormendo?

Passati 5 giorni, lo vollero pure portare a casa.
Ero emozionatissima.
Mi chiesero se lo volevo prendere in braccio.
Io mi tirai su tutta la maglietta e col busto tutto gnudo dissi:
certo, ora gli do il latte.


Alessandro, ma il capitolo sull’ anatomia non taccava a te?

La vita subito mi insegnò che l’ unica cosa che potevo dargli erano solo sonori nocchini nella testa!

Auguri Marco


MANCANO 41 GIORNI

al mio trentesimo compleanno, e un pò ci penso.
Oddio ci penso…alle volte mi capita che al mattino, guardandomi allo specchio, rintracci sul volto occhiaie nere come un cielo prima del temporale e allora d’ istinto mi dica, “cazzo, certo si vede che un sei mia più di primo pelo”…
Alle volte mi succede invece di aver male ai piedi, nonostante le ballerini, e ecco che magari mi dico… “un altro paio al massimo e poi ti tocca andà a fare shopping al negozio della valleverde”…
Poi invece succede che mi debba pure fare il colore e allora mi ricordo di quando a 17 anni dicevo a mia mamma “io mai!  Quando mi verranno i capelli bianchi non li tingerò mai. Voglio fare come la missoni”, mentre ora a bassa voce ed educatamente dico… “cor cazzo”!
Da qualche tempo poi ci si è messa pure la pubblicità a ricordarmi l’ incombere dei trent’ anni…

“ehi tu trentenne, allora? la vogliamo mettere la testa a posto…. e dai cerchiamo di essere un pò più serie…. vogliamo parlare del tuo aspetto, mica hai più vent’ anni?
via giù se proprio vuoi fare la testona e continuare a vivere di scelleratezza, fai almeno in modo che le piccole perdite urinarie non ti impediscano di vivere serenamente la vita di tutti i giorni!

Piccole perdite urinarie?
ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Ma io vengo lì e ti metto l’ òssa in fila indiana dopo avetti schiccolato tutti i denti.


CAJU


Di madre italiana e padre peruano, Caju nasce a Lucca nel lontano 1979.
Sebbene cresca in una borghese città toscana, subito dimostra di volersi differenziare dai più banali clichè cittadini. Ecco che infatti, frequenta la scuole medie Carducci proseguendo i suoi studi al Liceo scientifico Vallisneri, per poi approdare alla Facoltà pisana di Economia.
Sposata.
Ama trascorrere le sue vacanze a San Teodoro.
E' ghiotta di farro e buccellato.
Per distinguersi dalla massa, ha una speedy30 e una neverfull, indossa solo scarpe di prada, non vive senza il suo iphone, lavora solo con il mac, viaggia con la sua vespa rossa e si prende cura della sua testa con un casco momodesign.

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