RIFLESSIONI SUL NOTRE DAME

Su di me babbo e mamma hanno sempre investito sul sicuro!

6 anni, 135 centimetri per 45 kili e nonostante questo…
mi iscrissero ad una scuola di danza classica!
2 volte a settimana per 7 lunghissima anni della mia felice infanzia, indossate le bianche calze di filanca, mi infilavo aderentissimi tutù e deliziosi scaldamuscoli di lana… tutti rigorosamente rosa, un amore…

Ogni volta, nello spogliatoio, tutte le bambine fremevano al pensiero di adagiare le loro punte nella pece, mentre con grazia provavano qualche passo.
Io rimanevo inerme, seduta sulla panca a bocca aperta, guardandole senza capire.

Pliè, relevè e stendi, pliè, relevè e stendi, pliè, relevè e stendi…

Da piccola una non capisce, ma poi, è proprio vero che ogni esperienza uno se la ritrova, la custodisce, ne fa tesoro… non per niente oggi mi
chiamano CIOCCO.

Ho la stessa grazia della tatona di conte dacula , cammino sui tacchi come femminilità di un generale delle SS, mi muovo con la delicatezza di un
ippopotamo in una cristalleria.

Non c’è niente di più vero del detto…  mettere la cravatta al maiale.

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