IN CASA DEI MIEI

ho sempre contato molto poco…
e non lo dico tanto per dire, milioni di aneddoti protrebbero dimostrare la mia affermazione….

Ad esempio ricordo sempre con vivido dolore, quando, di ritorno dalla gita “giornaliera” delle medie in lunigiana, feci dono ai miei genitori di una splendida riproduzione di una statua stele, monumento in pietra, generalmente di roccia arenaria, solitamente di tipo antropomorfo, dell’ era preistorica.
Dapprima il dono di inestimabile valore fu collocato in un mobiletto basso della cucina, dietro le bottiglie di liquori, whisky, limoncelli e grappe, mentre in un secondo momento trovò la più idonea collocazione tra i detersivi, ordinatamente disposti sotto il lavello.

E come non ricordare quando, non trovando ragione del fatto che i miei avessero voluto risparmiare centimetri, con me, utilizzandone solo 162, mentre con mio fratello non avevano badato a spese, arrivando fino a 187, venni a scoprire che, nonostante i consigli del pediatra, da neonata, non mi fu somministrato alcun tipo di vitamina, mentre a mio fratello, pare addirittura, gli fossero stati dati gli antibiotici promotori della crescita.

Vogliamo invece parlare del fatto che mio fratello, da che nacque, fu subito chiamato da tutti “cocco” e con gli anni, acquisita la meschinità che anche oggi lo caratterizza, asseriva con chiunque che, poichè lui era “cocco” , io, in quanto femmina, ero quindi “cacca”.

Tralascio invece la dolorosa cicatrice prodotta in parte dall’ avermi inferto per anni la danza classica, quale punizione a chissà quale peccato, in parte dall’ obbligo, in vigore tra l’ ottantasei e il novantadue, di indossare, anche quando in cortile giocavo a Campana, comodi spallacci, per attenuare il difetto delle spalle spioventi. (non vi dico dove mi ritrovavo sti spallacci…..)

Ecco, oggi ho quasi 30 anni, sono finalmente serena, e credo di aver elaborato quasi tutti i passaggi critici della mia infanzia… con coscienza e consapevolezza…
ma da quando è arrivato sto cane…
qualche brutto ricordo è tornato…

Mamma, cavolo non voglio mangiare con il cane tra i piedi. Ma ora dico… il mi fratello non lo potrebbe tenere a casa sua, visto che E’ suo?
Sara a noi il cane fa tanto piacere, per cui se ti da fastidio poi rimanertene a casa la prossima volta.


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