I HAVE A DREAM

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Che poi se uno legge un titolo del genere dopo 38 giorni dall’ ultimo post, magari si immagina chissà che cosa e invece… niente di aulico, metto subito le mani avanti, ho solo un sogno da raccontarvi, un sogno che questa notte mi ha svegliata, e profondamente turbata.

Com’è che si fa dallo psicologo? Dunque, uno si adagia timidamente su un sofà degli anni 70, ormai sfondato da chissà quanti turbamenti, cerca goffamente la posizione più comoda e comincia.

Eccomi, ci sono.

Trovate che possa essere necessario contestualizzare la giornata che aveva preceduto il sogno? Potrebbe essere importante al fine di un’ attenta disamina dei turbamenti che affliggono la mia psiche? No perchè a me, che di psicologia sono assai digiuna, non era sembrato niente di speciale il fine settimana trascorso.
Finalmente avevo passato un intero sabato e un’ intera domenica dal sapore squisitamente casalingo, il tempo uggioso sembrava calato proprio per alimentare il desiderio di focolare e serenità, e così era stato,  persino nonostante il cambio degli armadi.
Ecco si, forse a macchiare questo quadro di serenità domestica era stato un enorme brufolo sulla fronte, nato infingardo tra venerdì e sabato, e che fino a tutta domenica si era fatto spazio senza indugio, ma insomma… anche il dramma di un brufolo, quando una ha ormai preso marito, si ridimensiona.

Ecco ora avete tutti gli elementi.
Partiamo.
L’ ambientazione è ignota, ero però sicuramente ospite in casa di amici.
Marito non pervenuto, credo che anche questo possa essere un dettaglio rilevante.
Un perfetto padrone di casa, di cui non ricordo nè volto nè nome, nel mostrarmi la stanza dove avrei dormito mi presenta il suo nuovo canone, un bellissimo Weimaraner dagli occhi di ghiaccio.
Era sicuramente un cucciolo, lo dimostrava  la vivacità incontenuta, quasi molesta.
La penombra della stanza mi aiutava a noscondere la ristrosia verso i cani che mi trascino da quando sono piccola.

Odio aprire paretesi, ma credo proprio di non poter tralasciare nel racconto un piccolo cenno relativo al mio pessimo rapporto con i cani.
Ho sempre dato la colpa a quella volta che da bambina sono stata atterata da un cane lupo in pieno centro, piccola e impaurita mi ritrovai distesa a terra con le zampe del canone sulle spalle e il suo fiato caldo sulla faccia, mentre in sottofondo tutti urlavano.

Le dinamiche dei sogni, sono spesso incomprensibili, e anche in questo caso non so assolutamente dirvi cosa fosse passato dal momento del mio incontro con il cane al momemto in cui dormivo, sola, nella stanza, giusto con quel cane.
Io in un comodo letto, lui in un box da bambini.
Dormivo, e ve lo posso assicurare, perchè ricordo bene poi di essermi poi svegliata.
Avete presente quella sensazione di quando vi svegliate in un letto diverso dal vostro e sono necessari alcuni secondi per capire dove siete?
A svegliarmi era stato un improvviso caldo scivoloso che dal collo mi correva fin sotto la schiena.
Il buio amplificava i rumori e gli odori, ero paralizzata.
Le braccia distese lungo i fianchi erano immobili, il corpo come morto.
Muovevo solo gli occhi, due palle giganti e miopi capaci ora di guardare anche nell’ oscurità.
Volevo urlare ma non mi usciva la voce, e poi non era il caso di aprire tanto la bocca.
Sentivo schizzi sul viso, temevo il peggio.
In apnea il torace faceva da cassa di risonanza a un cuore al galoppo.
Poi ho distinto bene il momento in cui tutto stava per finire, il calore diminuiva e io ero ormai  completamente imbevuta di quel giallo.
Ora potevo farcela, con un soffio di fiato ho urlato piano,
Aiutoooooooooo
Aiutoooooooooooooo
AIUTOOOOOOOOOOOOOOOO

Ecco magari se Andrea non mi avesse svegliata ora avremmo altri importanti dettagli utili alla nostra interpretazione, ma sembrava davvero preoocupato.
Sara cosa c’è? Stai bene?
Andre, il cane, mi ha pisciato sul collo.
Ma cosa stai dicendo?
Il cane Andre, il cane…

Ora io avrei anche una cognata psicologa, ma dicono che dai parenti non ci si possa far psicoanalizzare.

Chi mi aiuta?

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