CHE FURIA C’E’?

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E’ un pò come se ci avessero invitato ad una festa, di quelle esclusive, che sai che se ne parlerà per anni, dove se ti hanno invitato vuol dire che allora sei davvero nel giro giusto, di quelle feste che nei giorni prima ti ci immagini pure, e per le quali fai infinite sessioni di prove abito davanti allo specchio.
La festa dell’ anno, ai tempi in cui ancora non c’era il GPS, però.
Non conosci la strada, ma hai chiesto in giro.
Sai bene che arrivare tra i primi sarebbe da sfigato.
Scegli quindi il momento giusto con matematica precisione.
E quindi parti,
emozionato.
Poi metti che uno si ferma a comprare le sigarette, a qualcuno magari scappa la pipì e allora al primo bar si fa pure una bevuta, e poi quando riparti il buio non è più nero ma bianco denso.
La nebbia, rallentari, percorri cieco chilometri di campagna.
Cerchi.
Chiedi.
Ti sembra sempre più tardi.
Dannatamente troppo tardi.
Eppure la strada è quasi sicuramnete quella.
Forse sei andato troppo avanti, torni indietro.
Anche se sei quasi sicuro.
Poi eccolo, trovi finalmente il bivio maledetto.
lo imbocchi, e cominci l’ ultima corsa.
Vedi le luci, senti persino la musica, lieve.
Lasci la macchina, ad ogni sasso imprechi contro quei tacchi altri.
Eccoti, l’ ultima sistemata ai capelli, suoni.
Sono già tutti lì.
Ti sembrano allegri, felici.
Tutti quasi amici.
Tu sei un estraneo, ma pensi di poter recuperare.
Con un regalo tra le mani ti avvicini al padrone della festa.
Sfoderi sicurezza.
Indossi il tuo sorriso migliore.
Ma la musica si spegne.
Poi le luci.
Escono i camerieri, cominciano a sparecchiare.

Restituiamo dignità ai Re Magi.
Che furia c’è?

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