BENEDICI IL CIBO CHE STIAMO PER PRENDERE

fotoe danne anche a chi non ne ha.

Ci facevano pulire la coscienza così, ad ogni pasto.

Ringraziamenti al Signore, sguardo compassionevole al povero, inchino e grande abbuffata.

Con gli anni, realizzato che non sarebbe certo stato così che  avremmo potuto risolvere l’ ingiustizia della povertà nel mondo, cominciammo pure a saltare i convenevoli dedicandoci direttamente alla grande abbuffata.

Mai mi sarei immaginata però di ritrovarmi a togliere dai denti il pane agli affamati.

Sono anni che il Brugoli coltiva con cura fragole da balcone.
Il rito serale dell’ annaffiatura si carica di amorevole attenzioni, dipingendo un quadretto dolce e inaspettato.
L’orgoglio con cui mostra ai nostri ospiti i grandi e succosi frutti smuove tenerezza.
E con i nipoti è diventato un gioco andare a scovare le fragole ormai mature da raccogliere.

Poi è successo quello che spesso accade.
Da qualche tempo, al primo albeggiare lo sentivo… un tintinnio leggero sulla ringhiera, un fruscio di foglie e ancora un tintinnio.
Per giorno a quei rumori ho trasalito, senza comunque cercare spiegazioni, sottovalutando cosa si stesse consumando a pochi passi dalle mie membra distese.

Questa mattina però qualcosa di improvviso mi ha destata da un sonno di per se faticoso da poco rinfrancato dalla frescura del primo mattino.

“shhh shh shhh”
Senza mentire la sveglia segnava le 6.00
“shhh shh shhh” “shhh shh shhh”
Incredula ho chiesto,
“Andre cosa stai facendo?
“Sto facendo paura a quell’ uccellaccio bastardo che mi mangia tutte le fragole, ma poi mica per nulla, tu vedessi casino che mi ci lascia…”

Ho preteso che tagliasse tutto.
Senza se e senza ma.

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